Festival del Prosciutto, la Strada chiude un’edizione che rafforza il valore della conoscenza

Dal confronto scientifico alle masterclass, fino al dialogo tra grandi produzioni e identità locali: il Festival 2026 conferma il valore di un percorso costruito dalla Strada insieme a istituzioni...

Ufficio Stampa SP Studio
25 Settembre 2026
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A Festival concluso, il dato più significativo non è soltanto la partecipazione registrata negli appuntamenti, ma il modo in cui il pubblico ha scelto di viverli: con attenzione, curiosità e disponibilità ad andare oltre l’assaggio.

È su questo terreno che la Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma ha costruito il proprio contributo all’edizione 2026 del Festival del Prosciutto di Parma, rafforzando un percorso che quest’anno ha affiancato alla degustazione una dimensione più strutturata di conoscenza, approfondimento e confronto.

Una scelta emersa fin dal primo weekend, con il convegno ONAS “Le vie per un Prosciutto di qualità”, che ha portato nel cuore del Festival temi come benessere animale, sostenibilità, qualità della materia prima e processi produttivi, mettendo in relazione ricerca, università, mondo associativo e produzione.

La stessa impostazione ha trovato poi una traduzione concreta nelle masterclass. Il tutto esaurito di “Prosciutti dal Mondo e Prosciutto di Parma DOP”, con il confronto tra Prosciutto di Parma DOP, Ibérico 100% Bellota e Prosciutto di Mangalitsa, ha mostrato quanto ci sia interesse per esperienze capaci di unire assaggio, contenuto e lettura del prodotto. Anche la scelta di introdurre, per questo appuntamento, un ticket di partecipazione ha rappresentato un passaggio importante: riconoscere il valore dei prodotti, delle competenze e del lavoro necessario per costruire una proposta di qualità.

Il secondo weekend ha completato questo disegno riportando l’attenzione sulle diverse espressioni del territorio. Il confronto tra Prosciutto di Parma DOP e Culatello di Zibello DOP ha messo in dialogo due produzioni simbolo della provincia, legate a differenti aree produttive, mentre l’appuntamento conclusivo dedicato alle produzioni DE.CO. di Langhirano ha riportato al centro sapori, ricette e patrimonio gastronomico della comunità locale.

Un percorso nel quale la Strada ha scelto di mettere in relazione livelli diversi: il sapere scientifico e l’esperienza diretta, le grandi denominazioni e le produzioni locali, il vino e il cibo, la conoscenza tecnica e il racconto del territorio.

«Questa edizione ci lascia una conferma importante: il pubblico cerca sempre di più occasioni nelle quali l’assaggio sia accompagnato dalla possibilità di capire, confrontare e approfondire – sottolinea Mauro Lamoretti, Presidente della Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma –. Quest’anno abbiamo voluto investire ancora di più sui contenuti, dalla dimensione scientifica del convegno alle masterclass, fino agli appuntamenti dedicati alle produzioni locali. La risposta che abbiamo ricevuto ci dice che questa è una direzione sulla quale continuare a lavorare. Ma il risultato più importante nasce soprattutto dalla capacità di mettere a sistema competenze, realtà e soggetti diversi attorno a un patrimonio comune, dando sempre più valore alla cultura del prodotto e al territorio che lo esprime».

Un lavoro che la Strada ha portato avanti insieme al Comune e alla Pro Loco di Langhirano, ONAS, AIS Parma, al prof. Alberto Spisni, alle Associazioni coinvolte e ai Volontari della Prosciutteria di Piazza Garibaldi, costruendo una rete di collaborazioni capace di dare sostanza ai diversi momenti del Festival.

La partecipazione della Strada e le attività di degustazione si sono inserite inoltre nel quadro di un più ampio sostegno alla valorizzazione dell’offerta enogastronomica del territorio, con il supporto della Regione Emilia-Romagna e di Destinazione Turistica Emilia. In particolare, le masterclass e i laboratori sono rientrati nel progetto “A Tavola con le Strade di Emilia – Emilia Wine Experience”, realizzato in collaborazione con la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e con il contributo di Destinazione Turistica Emilia, rafforzando il legame tra promozione dei prodotti, racconto dei territori e costruzione di esperienze di qualità.

Particolarmente significativa si conferma la collaborazione con AIS Parma, da anni al fianco della Strada nelle attività di promozione e valorizzazione delle produzioni locali, con un contributo che anche in questa edizione ha accompagnato la costruzione degli abbinamenti e la lettura dei vini. Al primo weekend hanno inoltre dato valore la moderazione di Francesca Romana Barberini e il contributo del Consorzio del Tartufo Uncinato di Fragno, che ha arricchito il dialogo dedicato alle eccellenze dell’Appennino parmense.

Il Festival 2026 lascia così alla Strada un risultato che va oltre il successo dei singoli appuntamenti: la conferma che valorizzare un prodotto significa creare attorno ad esso conoscenza, relazioni e occasioni di confronto, mettendo insieme chi produce, chi studia, chi racconta e chi sceglie di partecipare.

È da questa esperienza che la Strada proseguirà il proprio lavoro di promozione e divulgazione, continuando a fare del patrimonio enogastronomico dei Colli di Parma uno strumento di conoscenza e racconto del territorio.

Nella terra del gusto, l’esperienza si fa strada.

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