Si è chiusa a Langhirano la XXVIII edizione del Festival del Prosciutto di Parma, che nei due weekend del 5-7 e del 12-14 settembre ha animato il cuore della Food Valley con incontri, degustazioni...
Si è chiusa a Langhirano la XXVIII edizione del Festival del Prosciutto di Parma, che nei due weekend del 5-7 e del 12-14 settembre ha animato il cuore della Food Valley con incontri, degustazioni e momenti di approfondimento. La Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma ha partecipato con un calendario di appuntamenti che hanno unito il piacere dell’assaggio alla conoscenza, creando esperienze in cui la gastronomia di eccellenza ha dialogato con i Vini DOC dei Colli di Parma per raccontare l’identità autentica di queste colline.
Le masterclass e i laboratori – condotti con il supporto scientifico del Prof. Alberto Spisni e la professionalità della Sommelier AIS Parma Antonella Pizzi – hanno registrato una grande partecipazione e accompagnato i visitatori in un viaggio tra i prodotti simbolo del territorio: dal confronto tra il Prosciutto di Parma e il Prosciutto Dalmata, all’approfondimento dedicato alle tre identità del prosciutto – Prosciutto di Parma, Fiocco e Culatta – fino alla degustazione “scomposta” della Bomba di Riso di Langhirano, proposta in entrambi i weekend e apprezzata per la capacità di riscoprire un piatto che è parte della storia langhiranese e oggi ambisce al riconoscimento De.Co. Grande interesse anche per l’incontro tra Prosciutto di Parma e Culatello di Zibello, occasione per raccontare la ricchezza della tradizione norcina della Food Valley.
“Il Festival del Prosciutto è per noi una straordinaria occasione di dialogo con il pubblico – commenta Mauro Lamoretti, Presidente della Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma – un momento corale che ci permette di andare oltre la semplice promozione dei prodotti, trasformando ogni degustazione in un momento di consapevolezza e di cultura. Crediamo che la conoscenza sia il primo passo per apprezzare davvero il valore delle nostre eccellenze e il legame che le unisce al territorio.”
La riuscita di queste iniziative è stata possibile grazie al contributo congiunto dei prosciuttifici associati alla Strada – F.lli Canetti e Tanara Giancarlo – e di realtà storiche del territorio come il Salumificio Antonio Bodria e F.lli Galloni, il Caseificio Saliceto e le cantine Oinoe, Cantine Lamoretti, Cantina del Borgo, Cantine Cerdelli e La Bandina. A completare il percorso, il Culatello di Zibello portato dalla Strada del Culatello e la collaborazione con l’Oca Giuliva per la preparazione della Bomba di Riso.
Il Festival si conferma così non solo come una grande festa di gusto, ma come un vero momento di racconto corale, dove istituzioni, produttori e comunità lavorano insieme per promuovere e valorizzare le tradizioni più autentiche del territorio.
Ma lo sguardo è già rivolto al futuro: le attività della Strada proseguiranno nell’ambito del Programma Turistico di Promozione Locale con il coinvolgimento dei ristoratori associati in iniziative dedicate alla promozione dei piatti e dei prodotti del territorio. In programma anche il press tour “Mangiamore”, che porterà in Val Baganza un gruppo di giornalisti per vivere un’esperienza immersiva alla scoperta del mondo del tartufo uncinato di Fragno, dei suoi luoghi e delle ricette della tradizione, con l’obiettivo di raccontarne la cultura a un pubblico sempre più ampio.
Le attività della Strada si inseriscono nel progetto “A Tavola con le Strade di Emilia – Emilia Wine Experience”, in collaborazione con la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e con il contributo di Destinazione Turistica Emilia.
Nella terra del gusto, l’esperienza si fa strada.







